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7.03.2001
Città di Piedimonte Matese
Gruppo Consiliare “ Il Popolo della Libertà”
Il Gruppo consiliare del PdL denuncia il grave comportamento antidemocratico tenuto dalla maggioranza, rappresentata dal Sindaco Cappello, nella odierna seduta del Consiglio comunale.
Approfittando del brevissimo ritardo (4 minuti) di alcuni Consiglieri comunali, e con inverosimile rapidità (7 minuti), la maggioranza ha proceduto a rinviare gli argomento proposti dalla minoranza (l'istituzione del Forum dei Giovani e la modifica del regolamento del Consiglio) adducendo come motivazione la necessità di avere ulteriore tempo a disposizione per poter approfondire il contenuto delle proposte.
NIENTE DI PIU' FALSO E PRETESTUOSO!
La maggioranza mente, sapendo di mentire, perchè gli argomenti proposti attendono di essere discussi già da tempo; basti pensare che in merito alla modifica del regolamento comunale, fu costituita apposita commissione con delibera consiliare del 02/08/2007 con tutto il tempo sufficiente per approfondire l'argomento.
Stesso discorso vale per l'istituzione del Forum dei giovani, peraltro già adottato in molti comuni limitrofi, che vede l'Amministrazione Cappello per nulla interessata a favorire la partecipazione dei giovani alla vita politica, sociale e amministrativa della nostra Città.
Finalmente la maggioranza di sinistra al Comune di Piedimonte ha mostrato tutta la sua incapacità a confrontarsi nell'interesse della Città, dimostrando ancora una volta che l'unica cosa che veramente interessa i nostri amministratori è la politica degli affari.
Nella mattinata di venerdi 16 ottobre, una delegazione composta dall'onorevole. Enzo Rivellini (Eurodeputato e Consigliere Regionale del PdL), dal Consigliere Regionale del PdL On. Angelo Polverino, dal Capogruppo del PdL nella città di Piedimonte Matese Giovanni Ferrante, dall'Assessore del Comune di San Gregorio Matese Antonio Mallardo, ha visitato l'Ospedale civile di Piedimonte Matese. Accompagnati dal Direttore Sanitario dell'azienda ospedaliera, dott. Alessandro Accinni e dal dottor Giulio Liberatore, i componenti la delegazione hanno visitato numerosi reparti dell'Ospedale, incontrando il personale medico e paramedico, e verificando le condizioni strutturali ed organizzative di ciascun reparto. L'Onorevole. Rivellini ha voluto conoscere le principali problematiche e le numerose carenze segnalate dal Direttore sanitario e dal personale medico responsabile in ciascun reparto. L'intera delegazione si è soffermata, in modo particolare, presso il reparto di Oncologia per accertare la grave carenza di personale medico e l'urgenza di una ristrutturazione logistica che possa consentire la necessaria funzionalità e la migliore assistenza ai numerosi pazienti che sono costretti a ricorrere alle necessarie terapie oncologiche. Immediata la disponibilità e l'impegno degli On. Rivellini e Polverino che hanno prontamente sollecitato telefonicamente il Commissario dell'Asl CE, dott. Gambacorta, ottenendo la disponibilità ad intervenire per la risoluzione di quanto denunciato. Inoltre, su sollecitazione del Direttore sanitario, il Consigliere Regionale On. Polverino ha assunto l'impegno di intervenire per la risoluzione degli ostacoli che hanno impedito, fino ad ora, all'azienda ospedaliera di Piedimonte Matese di utilizzare i circa 3 milioni di euro destinati alla ristrutturazione dell'azienda e che giacciono ancora inutilizzati nelle casse della Regione Campania. L'incontro si è concluso con l'ulteriore impegno ad interessare gli organi competenti affinchè si provveda tempestivamente a dotare l'azienda ospedaliera di una nuova TAC, atteso che quella in uso da ben 17 anni è da considerarsi obsoleta.
L’apertura immediata della struttura intermedia riabilitativa per servizi di salute mentale realizzata nell’area del presidio ospedaliero di Piedimonte Matese. . A chiederla è il consigliere regionale PDL Angelo Polverino . «E’ davvero scandaloso- dichiara il rappresentante del centro destra- - che una struttura sanitaria per pazienti psichiatrici a sei mesi dalla sua ultimazione non sia stata ancora attivata.» Dopo varie sollecitazioni inoltrate dall’associazione familiari disagiati psichici (AFDP) e dagli amministratori locali, l’ASL di Caserta ha spiegato che sono necessari ancora piccoli lavori di poche migliaia di euro, di cui tuttavia non si ha alcuna notizia. Questa struttura, collocata all’interno del complesso ospedaliero di Piedimonte Matese – prosegue la nota- è costituita da 2 piani e potrebbe ospitare circa 20 pazienti psichiatrici. Un piano della struttura potrebbe essere destinato al centro diurno per la riabilitazione mentre l’altro piano potrebbe essere sede del reparto di psichiatria, dove effettuare i ricoveri ordinari ed i trattamenti sanitari obbligatori. E’ importante che un reparto di psichiatria sia collocato nel complesso ospedaliero in quanto deve essere in collegamento funzionale con gli altri reparti (medicina interna, chirurgia, rianimazione ecc.) per fronteggiare eventuali emergenze medico-chirurgiche che possono verificarsi nei pazienti psichiatrici ricoverati. Il consigliere regionale Angelo Polverinoprosegue il comunicato - chiede l’apertura immediata della struttura che rappresenta un importante punto di riferimento per l’intera comunità del Matese, costituita dalle famiglie di ben 17 comuni limitrofi. La situazione in quest’area del Casertano è davvero critica, poichè da quando, circa un anno fa, è stato chiuso il reparto di psichiatria dell’Ospedale di Piedimonte, i cittadini sono sforniti di un servizio di pronto soccorso psichiatrico 24 ore su 24 e soprattutto sono costretti a percorrere centinaia di km per far visita ai loro familiari ricoverati presso altri reparti di psichiatria della Regione Campania. La Legge Regionale n. 16 del 28 dicembre 2008, riguardante la riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale, - spiega l’on. Polverino - prevede l’attivazione presso l’Ospedale di Piedimonte Matese di un reparto di psichiatria con 5 posti letti. I 17 comuni del Matese, non sono comuni di serie B, ma hanno il diritto di avere a disposizione tutti i servizi sanitari, in particolar modo i servizi di urgenza-emergenza psichiatrica. Senza salute mentale la salute non è possibile. Per i cittadini la salute mentale è una risorsa che consente di conoscere il proprio potenziale emotivo ed intellettuale nonché di trovare e realizzare il proprio ruolo nella società, nella scuola e nella vita lavorativa. I diritti umani e il rispetto per le persone che soffrono di problemi mentali devono essere salvaguardati. Sono necessarie politiche che prevedono maggiori investimenti nel campo della salute mentale per migliorare il benessere dell'intera popolazione, prevenire i problemi di salute mentale e stimolare l'inclusione e la partecipazione attiva di coloro che soffrono di problemi psichici. In tale ottica l’on. Polverino chiede ai vertici dell’ASL di Caserta, l’immediata apertura della struttura ed offre tutto il suo impegno e sostegno alla Comunità del Matese ed in particolare alle famiglie ed al presidente dell’associazione familiari disagiati psichici, Ermanno Preziosi”.
LODO ALFANO: GIOVANE ITALIA "NON STAREMO CON LE MANI IN MANO"
“La palese contraddizione tra la sentenza sul Lodo Schifani e quella sul Lodo Alfano, con la Corte che sconfessa se stessa, autorizza tutti a sospettare che la decisione di oggi sia dettata da ragioni politiche. C’è motivo di credere che i giudici della Corte si siano espressi secondo le indicazioni ricevute dai partiti e dalle correnti che li hanno nominati. Dunque viene meno il sistema delle garanzie costituzionali che tutela il nostro stato di diritto. Perché chi vuole fare politica e rappresentare gli italiani si candidi in libere elezioni, sottomettendosi al sovrano giudizio popolare, come avviene in tutte le grandi democrazie”. Così Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù e presidente nazionale della Giovane Italia.
"Solo il popolo decide chi governa, non di certo i magistrati, e il presidente non solo ha il diritto ma anche il dovere di farlo per tutta la legislatura.
Berlusconi,confermando di andare avanti, dimostra di avere a cuore solo il bene del Paese. Di certo come giovani non staremo con le mani in mano ma attivamente al suo fianco". Lo dice Francesco Pasquali, coordinatore nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl, in una nota.
Il nodo UDC e il possibile blitz di Landolfi. Mentre il PD è in alto mare Mentre il Pdl avrebbe, per così dire, soltanto l’imbarazzo della scelta, nel Pd ancora niente di deciso per quel che riguarda la presidenza della Provincia. Sarà il segretario Enzo Iodice a guidare il partito che, indubbiamente ha necessità di darsi una scossa per tentare un difficile recupero, oppure ci sarà qualche novità? Un discorso che sembra strettamente collegato all’elezione del segretario provinciale, fissata per novembre ma che potrebbe slittare alla prossima primavera. Tra i nomi che circolano, ad ogni modo, ci sono anche quelli dell’ex parlamentare Rosa Suppa e dell’ex assessore provinciale Nicola Ucciero. Per la segreteria provinciale resta in piedi anche la candidature di Chicco Ceceri, ma appare quasi certa anche la presenza di qualche nome a sorpresa, un esponente del Pd con grande esperienza anche amministrativa, che presto potrebbe annunciare la propria discesa in campo. Per quel che riguarda il Pdl, resta in lizza il senatore Carlo Sarro , anche se sembra prendere corpo una discesa in campo dell’ex ministro Mario Landolfi, specialmente se Nicola Cosentino dovesse spuntarla come candidato alla presidenza della Regione. In campo anche una candidatura di Domenico Zinzi, appoggiato da Pdl o Pd? Molto dipenderà dagli incontri che stanno avendo luogo, anche se la sensazione è che Zinzi potendo scegliere preferirebbe il Pdl. Non è infine escluso, che la sinistra decida di correre con un proprio candidato: comunisti, verdi e socialisti per conto proprio in attesa di un eventuale ballottaggio.
Nel salotto della sinistra italiana, alla fine ha fatto saltare il banco. Ha relegato la D’Addario al ruolo di gatta morta, incarnando l’icona autentica della pasionaria
Augusta Montaruli, dirigente nazionale della Giovane Italia di Torino, ha rotto l'atmosfera ingessata di Annozero per gridare quello che il popolo di centrodestra pensa. «Ormai la sinistra italiana va da Che Guevara alla D'Addario»: l'aver innalzato a icona dei diritti delle donne la escort barese ad Augusta non poteva andare giù. S'è risvegliato l'istinto ribelle.
Lo stesso che sfoggia ogni giorno nell'ateneo piemontese dove fronteggia i collettivi antifascisti. «Qui ci sono solo donne che con il sesso e la mercificazione del proprio corpo pensano di poter fare carriera politica»: la sua accusa è netta. E alla provocazione di Marco Travaglio («l'avete candidata voi») replica con la sua carta d'identità: «Noi veniamo dalla militanza, dall'impegno nelle strade. Dai volantinaggi. Dalle notti insonni a produrre documenti politici...».
Augusta è cresciuta nelle organizzazioni giovanili di An, come la Meloni: un cursus honorum politico costruito sull'impegno per «la follia del bene comune», per declinare ai giovani del terzo millennio una versione aggiornata del patriottismo. Di famiglia pugliese trasferita al nord, a quasi 17 anni era già attiva nel circolo torinese di Azione giovani. A 24 è assessore alla cultura di San Mauro torinese. In questi giorni ha consegnato la tesi di laurea che discuterà a fine mese. La sua idea dell'impegno pubblico è l'esatto contrario del carrierismo. «La politica? Non è mica un mestiere. Non tutti i nostri ragazzi lo fanno per andare in Parlamento».
Nei giorni scorsi ha manifestato contro l'emergente usurocrazia con volantini che avevano uno slogan forte, reminiscenza poundiana: «La tua banca è indifferente. Vuole la crisi. Giovani del Pdl, mendicanti per protesta». Augusta in pochi istanti ha interrotto il coro dei moralisti. Ha ricordato alla platea travagliesca che «la giunta pugliese si è dimessa in seguito agli scandali e alle inchieste giudiziari». Ha messo in un angolo il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ricordandogli che nel suo partito chi è inquisito non si dimette, ma «va in Parlamento come il senatore Tedesco», il cui posto è stato creato ad hoc dal Pd con l'elezione in Europa dell'ex ministro Paolo De Castro.
E, proprio per non farsi mancare nulla, le ha cantate anche al conduttore, a Michele Santoro. Sì, perché ai giovani post missini, cresciuti con un misto di amore e odio per le piazze mediatiche della sinistra televisiva, da Samarcanda a Raggio Verde, l'aver abdicato culturalmente all'affrontare le emergenze politiche di questi giorni per arrovellarsi sui particolari delle notti di Palazzo Grazioli risulta più indigesto che mai. «In questo paese dove le banche negano il credito alle imprese - ha gridato Augusta - dove noi ragazzi per comprare una casa ci indebitiamo per quarant'anni, invece di parlare di futuro, parliamo tutta la sera di una escort». Ecco lo schiaffo al voyerismo della sinistra. Chapeau.
di Daniele Petraroli, tratto da "Il Giornale" del 30/9
Aveva scelto una foto da «bravo ragazzo» per i suoi manifesti elettorali, Matteo. Sbarbato, sorriso timido, faccia pulita e giacca blu. Correva per un posto da consigliere in II municipio, nella Roma bene: Flaminio, Parioli, Salario, quartiere Africano. E allora per i mille incontri con i suoi elettori «doveva» allontanarsi dallo stereotipo del militante della destra giovanile sempre in jeans e maglietta e imporsi quella benedetta giacca. Salvo poi, la sera, incontrarsi nei pub frequentati dalla sua comunità per ripartire, pennellessa alla mano, e imbrattare i muri del municipio con quegli stessi manifesti che tanto avevano fatto ridere i suoi amici.
Nei manifesti che coprono da domenica i muri di Roma il suo viso non c’è. Solo fiaccole accese e la frase di Jünger che preferiva («L’Uomo è un essere animato da una speranza, da un bagliore di eternità. Un raggio d’immortalità lo ha penetrato. Questo distingue anche il suo modo d’amare da ogni altra specie d’amore»). Matteo se n’è andato venerdì scorso ad appena 24 anni a Zara, dove si trovava in vacanza, dopo un’estate difficile riempita da un lungo ricovero al Policlinico.
Confesso un certo pudore nello scrivere questo pezzo. Perché Matteo Bonetti per me era prima di tutto un amico. Matteo viveva per la politica militante. Giovanissimo animatore del nucleo Mameli di Azione Studentesca, responsabile del «Nucleo Parioli» da lui fondato, dirigente di Azione Giovani Roma passando per la consulta provinciale degli studenti. Fino allo scorso anno quando era diventato, appunto, consigliere del II municipio e presidente della commissione servizi sociali e politiche giovanili. Un sogno che si avverava. Gli brillavano gli occhi quando raccontava delle riunioni che avrebbero portato all’approvazione del bilancio sociale nel luglio di un anno fa. L’attenzione per i deboli, per i giovani e i giovanissimi sono la cifra politica che Matteo lascia in eredità alla sua comunità. E anche ai tanti disillusi, come il sottoscritto, che però non riuscivano a non provare un po’ d’invidia per quel ragazzone biondo che si accalorava ancora per difendere le sue idee e quel modo, romantico e antico certo, d’intendere la politica.
Idealista, estroverso, espansivo fin quasi all’eccesso, con la battuta sempre pronta con Matteo ho condiviso anche l’avventura del giornalismo. Prima nella redazione di AsgMedia, poi in quella di Inedita. E anche lì, tra uno scherzo e l’altro, si cercava di dar voce ai più deboli, agli ultimi, ai dimenticati.
Adesso è il momento del dolore. Per la sua comunità e per le tante altre che lo piangono. Realtà diverse e a volte anche in competizione tra loro che avevano apprezzato Matteo in vita per il suo impegno e che si sono unite, adesso, nel suo ricordo.
Ciao Matteo, lieve ti sia la terra. Una cosa però ammetto di non riuscire a perdonartela. «Costringermi» a scrivere questo pezzo, no, questo è uno scherzo che non dovevi farmi.
PDL, NOMINATI 16 NUOVI COORDINATORI.
E Sabato c'è l'assise provinciale
Il Coordinatore provinciale, senatore Pasquale Giuliano, d’intesa con il suo vicario, Gennaro Coronella, ha nominato sedici nuovi coordinatori cittadini, per i comuni di Liberi (Giuseppe Vastano), Pontelatone (Antonio Carusone), Castel di Sasso (Salvatore De Matteo), Caiazzo (Stefano Giaquinto), Ruviano (Raffaele Di Meo), Castel Campagnano (Amedeo Zampella), Raviscanina (Giovanna Mastrati), Alife (Lucantonio Guarnieri), Ailano (Luigi Rega), Vairano Patenora (Cristian De Angelis), Fontegreca (Antonio Montoro), Caianello (Pierino Ruizzo), Macerata Campania (Martino Nacca), Roccamonfina (Massimo Del Forno), San Gregorio Matese (Antonio Mallardo) e Pietramelara (Andrea De Ponte). Giuliano ha sottolineato l’importanza delle imminenti sfide elettorali e si è detto certo che i nuovi coordinatori sapranno fornire un contributo prezioso ai fini dell’unità politica necessaria per promuovere la rinascita sociale ed economica del territorio casertano e campano. Il Coordinatore provinciale ha inoltre provveduto a convocare la preannunciata Conferenza programmatica provinciale, che si terrà a Caserta il 26 settembre alle ore 10, presso l’Hotel Crowne Plaza. Alla Conferenza prenderanno parte i quadri del partito, esponenti politici nazionali e locali ed autorevoli personalità del mondo delle professioni e della società civile. Nel corso dell’incontro saranno discussi gli indirizzi sviluppati dai gruppi di lavoro e si completerà quindi la redazione delle tesi politiche che il Pdl casertano presenterà alla Conferenza regionale del partito, che avrà luogo a Napoli nei primi giorni di ottobre, nel corso della quale il Popolo della Libertà campano indicherà le priorità del suo programma in vista delle prossime elezioni.
«Venduto», «collaborazionista», «senza valori», «Sansonettigonfiabile», «spaventapasseri di sinistra». Sono solo alcuni degli epiteti lanciati contro il direttore del mio giornale L’Altro per aver partecipato al Porta a Porta con Berlusconi, la famigerata puntata <di regime> dedicata alla consegna delle case. Per giorni il sito dell‘Altro è stato inondato di insulti, maledizioni, offese. Ma il nostro giornale on line non è stato l’unico a registrare il malcontento. In prima fila contro Sansonetti [nella foto] - in ordine sparso - il direttore di Repubblica Ezio Mauro (spaventapasseri), a più riprese il manifesto (quelli col dente più avvelenato, chissà perché…), il sito-comunità Nazione Indiana (lo attaccavano anche quando stava a Liberazione e diceva che a Cuba c’è una dittatura), Sabina Guzzanti che ci ha accusato di prendere soldi dalla Mondadori e di sfruttare il finanziamento pubblico. Il direttore dell’Altro ha risposto pazientemente, con stile, senza replicare alle offese, ma spiegando e soprattutto chiarendo là dove sono state dette delle pesanti inesattezze. E’ il caso di Sabina Guzzanti, a cui Sansonetti ha scritto una lettera aperta, precisando la verità: dalla Mondadori non riceviamo neanche un soldo, manco mezzo, ma anzi siamo noi che paghiamo (tantissimo per noi) la Mondadori per la distribuzione del giornale; siamo l’unico giornale al momento in edicola che non ha finanziamento pubblico. Gli altri giornali, in prima fila per difendere la libertà di stampa dal presunto attacco di Berlusconi, prendono soldi dalla Mondadori e prendono un lauto contributo dallo stato. Per un paradosso dell’informazione, spiegabile solo fino a un certo punto, i ruoli si sono ribaltati e noi siamo diventati i venduti e gli altri i liberi e puri.
Ma come mai Sansonetti è andato Porta a Porta? Fin dal momento in cui è stata indetta la manifestazione del 19 per la libertà di stampa (poi spostata ad ottobre, dopo l’attentato e i morti in Afghanistan) L’Altro ha aderito ma con riserva. Ha cioè detto di non condividere l’analisi che individua Berlusconi come l’unico potere dell’editoria italiana. I poteri - ha scritto l’Altro - sono almeno tre, un triopolio che controlla, se non tutto, molto. Cioè, Berlusconi, ma pure De Benedetti e la Rcs. Non esisterebbe, secondo questa lettura della realtà editoriale ed economica italiana, una borghesia buona (quella rappresentata da Repubblica) e una borghesia cattiva (e immorale) quella di Berlusconi, ma una capitalismo che si contende il potere e schiaccia le altre voci che non fanno parte di una delle grandi cordate. Sulla base di questo punto di vista, indubbiamente opinabile, ma con una sua attendibilità, Sansonetti ha deciso di andare a Porta a Porta a dire quello che pensa e che L’Altro, piccolo giornale con poche risorse, può dire in maniera limitata e che in quell’occasione poteva essere affermato davanti a un pubblico ben più ampio.
Sansonetti non è stato zitto. Ha posto delle questioni, suscitando l’ira di Vespa e lo sguardo attonito di Berlusconi. Ma lo ha fatto ponendo le nostre questioni che non sono evidentemente le stesse di Repubblica. Il giorno dopo, Curzio Maltese, sul giornale del gruppo Espresso ha accusato il direttore dell’Altro per non aver fatto al premier una delle (tristi) dieci domande su Noemi. Sansonetti, è vero, quella domanda non gliel’ha fatta. Gli ha invece chiesto conto dei morti in mare, dei rapporti con la Libia, delle politiche migratorie. Fin dalla nascita dell’Altro abbiamo sostenuto, e sostiamo ancora sempre più convinti, che un’opposizione fondata sullo scandalo Noemi e sulle escort è destinata a fallire. Non tanto perché non raggiunge lo scopo (è probabile che alla fine si riesca a far cadere il governo). Non è efficace per la politica che vogliamo costruire. Perché dietro lo scandalo escort e le dieci domande di Repubblica c’è il vuoto di una sinistra che per noi non è tale. Il problema è insomma quello dei contenuti, delle politiche sociali, delle libertà di tutti, dei diritti.
La conferma è arrivata in questi giorni. Davanti alle tragiche morti in Afghanistan il Pd e i suoi giornali non hanno chiesto il ritiro delle truppe ma hanno usato lo stesso linguaggio di Berlusconi. So che molti che leggono il Fondo sono di destra e pensano che le truppe debbano continuare la missione. La sinistra però è stata storicamente pacifista. Noi dell’Altro siamo pacifisti. E ci chiediamo: quale è la differenza, anche in questo caso, tra Berlusconi e D’Alema? Tra il Giornale e l’Unità? Può bastare uno stile più sobrio per dirsi di sinistra? Noi pensiamo di no, e continuiamo la nostra battaglia. Senza padroni, né di destra, né di sinistra.
Sei angeli con il basco color amaranto adesso volano nel cielo.
La Folgore non si arrende,i nostri ragazzi sono ancora lì in Afghanistan e vogliono restare per onorare il sacrificio dei loro camerati.
Tenente Antonio Fortunato, 35 anni. Sergente maggiore Roberto Valente, 37 anni. Primo caporal maggiore Matteo Mureddu, 26 anni.
Primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, 26 anni.
Primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, 26 anni.
Caporalmaggiore Massimiliano Randino, 32 anni.
Un sogno si costruisce giorno dopo giorno, insieme ad altri sognatori. E’ un percorso non segnato che unisce idee e azioni, realtà ed immaginazione. E non importa se la strada che imboccherai sarà o meno vincente, l’importante è mettersi in marcia…
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